Trovare la carriera giusta non è seguire una passione (e basta).
Quando si parla di “trovare la propria strada”, spesso il consiglio più gettonato è: segui ciò che ti piace. È un buon inizio, ma raramente è sufficiente. Nel tempo ho capito — e l’ho visto succedere a molte persone — che una carriera sostenibile nasce quasi sempre dall’intersezione di tre sfere.
La prima è ciò che ti piace fare. Quello che ti incuriosisce, ti stimola, ti tiene mentalmente viva.
La seconda è ciò in cui sei davvero brava. Non solo ciò che ami, ma ciò che sai fare bene: competenze tecniche, capacità organizzative, scrittura, visione sistemica, lavoro con le persone. Spesso qui c’è più valore di quanto immagini.
La terza è ciò di cui c’è bisogno. Nel mondo, nel tuo settore, nel contesto in cui lavori o vuoi lavorare. Problemi reali, ruoli emergenti, spazi ancora poco definiti ma molto necessari.
Molti percorsi si inceppano quando una di queste tre sfere viene ignorata.
C’è chi segue solo la passione e fatica a trovare un ruolo.
Chi punta solo su ciò che sa fare, ma senza desiderio o interesse.
Chi intercetta un bisogno del mercato, ma si sente costantemente fuori posto.
Il punto interessante sta nell’intersezione. Lì dove ciò che ti piace fare incontra ciò che sai fare bene e ciò che serve davvero. In quello spazio non sei intercambiabile. Sei utile, competente e motivata.
Non è un’idea astratta. È un lavoro di osservazione che cambia nel tempo. E spesso richiede di rivedere l’idea iniziale di “mestiere” per accorgersi che esistono ruoli nuovi, ibridi, ancora senza nome.
Un esercizio semplice per iniziare (15–20 minuti)
Prendi un foglio e dividilo in tre colonne.
1. Cosa ti piace fare
Scrivi tutto quello che ti piace fare di getto, senza censura. Anche cose che non sembrano “lavoro”.
Esempi: spiegare, organizzare, scrivere, mettere ordine, ascoltare, progettare, connettere persone, immaginare scenari.
2. In cosa sei brava
Qui prova a essere onesta, non modesta.
Scrivi competenze che altri ti riconoscono, attività che ti riescono con naturalezza, problemi che spesso risolvi tu. Se aiuta, chiediti: per cosa mi chiamano quando c’è da sistemare qualcosa?
3. Di cosa c’è bisogno
Guarda fuori da te.
Nel tuo settore: quali problemi tornano? Quali ruoli stanno emergendo? Quali competenze mancano davvero, al di là delle mode?
Una volta fatto questo, cerchia le parole che compaiono in più di una colonna. Non cercare una risposta unica. Cerca dei pattern, cioè delle ricorrenze.
Quello che emerge non è già la definizione del “lavoro della tua vita”, ma è senz’altro una zona fertile su cui continuare a lavorare. Un punto da cui esplorare, fare scelte più informate, sperimentare senza tradirti.
Capire dove ti trovi rispetto a queste tre sfere non ti dà una risposta definitiva. Ma ti dà una mappa. E, nelle fasi di cambiamento, avere una mappa è già moltissimo!

