Ripensare il Museo Archeologico di Axum: comunità, materiali e architettura.

Bozza di progetto per la sala principale del museo di Axum (M. Lipperi)

Axum è uno dei paesaggi archeologici più importanti dell’Africa subsahariana. Città sacra, sito UNESCO, centro storico di una civiltà che per secoli ha collegato Africa, Mediterraneo e Medio Oriente, Axum continua ancora oggi a essere un luogo di grande significato storico e culturale per l’Etiopia e per il mondo.

Negli ultimi anni abbiamo avuto l’opportunità di lavorare su uno studio di fattibilità per il miglioramento del sito archeologico di Axum e dei servizi culturali della città, nell’ambito di un progetto promosso dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e sviluppato in collaborazione con la Ethiopian Heritage Authority e con professionisti e istituzioni etiopi.

Uno dei nodi centrali di questo lavoro riguarda la visione per il futuro del Museo Archeologico di Axum.

Il museo attuale, costruito tra il 2005 e il 2006 nell’ambito dell’Ethiopian Cultural Heritage Project, si trova in una posizione strategica accanto al Parco delle Stele e vicino ad alcuni dei luoghi più significativi della città storica. Nel tempo è diventato non solo uno spazio di conservazione per i reperti archeologici, ma anche un luogo di incontro per la comunità locale: un centro culturale che ospita mostre, incontri, eventi e attività educative.

Allo stesso tempo, gli anni recenti hanno reso evidenti alcune criticità: problemi di manutenzione, allestimenti ormai superati, percorsi espositivi poco leggibili e, soprattutto, le conseguenze di un contesto regionale segnato da instabilità e conflitto.

Questo scenario ha aperto una domanda importante: come può un museo come quello di Axum continuare a svolgere il proprio ruolo culturale, educativo e sociale in un contesto così complesso?

Un progetto costruito insieme

La proposta sviluppata dal nostro team nasce da un principio semplice: qualsiasi intervento sul museo deve partire dal contesto locale e dalla comunità che vive questo patrimonio ogni giorno. Per questo il lavoro è stato costruito attraverso un dialogo costante con:

  • la Ethiopian Heritage Authority

  • professionisti e tecnici etiopi

  • istituzioni locali e operatori culturali

L’obiettivo non è stato immaginare un museo “importato”, ma rafforzare una struttura esistente affinché possa funzionare meglio per il territorio, per i visitatori e per le attività educative della città. Il museo diventa così non solo un luogo di conservazione, ma uno spazio dove la comunità può riconoscersi, raccontarsi e trasmettere la propria storia alle generazioni future.

Materiali, colori e paesaggio culturale

Il concept architettonico e museografico è stato sviluppato da Massimiliano Lipperi e dal suo team, a partire da un’attenta osservazione dell’architettura, dei materiali e dei linguaggi visivi tipici della tradizione axumita. Il punto di partenza è stato uno studio del contesto che ha considerato:

  • materiali disponibili localmente

  • tecniche costruttive tradizionali

  • palette cromatiche presenti negli oggetti e nelle tradizioni artistiche axumite

  • geometrie architettoniche tipiche della cultura axumita

Questi elementi diventano la base per la progettazione degli spazi espositivi, delle grafiche e delle installazioni museografiche. Il risultato è una visione che cerca di conciliare contemporaneità e radicamento nel contesto storico, evitando soluzioni estranee al paesaggio culturale della città.

Anche molte lavorazioni previste per il progetto sono pensate per essere realizzate direttamente ad Axum o nella regione, mentre solo alcune componenti tecnologiche più specialistiche saranno prodotte ad Addis Abeba.

Disegnare prima di modellare

Uno degli aspetti più affascinanti del lavoro di progettazione riguarda il processo creativo che ha portato alla definizione degli spazi.

Elaborazione della paletta di colori in base alle caratteristiche cromatiche dei materiali antichi axumiti (M. Lipperi)

Prima dei modelli tridimensionali e delle simulazioni digitali, il progetto è nato da una serie di sketch a mano realizzati da Massimiliano. Questi disegni esplorano volumi, percorsi e relazioni spaziali, ma soprattutto cercano di tradurre visivamente una domanda fondamentale: come può un museo raccontare Axum restando coerente con il suo paesaggio culturale?

Studio dello spazio nella stanza n. 4 con una nicchia creata per valorizzzare un lucernario esistente (M. Lipperi)

In un momento storico in cui il progetto architettonico è quasi completamente digitale, questi schizzi ricordano che il primo strumento del pensiero progettuale resta spesso il più semplice: una matita, un foglio, e il tempo necessario per osservare.

Un percorso museale per raccontare Axum

La proposta di riorganizzazione del museo prevede un percorso espositivo articolato in sei sezioni tematiche, pensate per guidare il visitatore attraverso la storia della regione. Il percorso accompagna il pubblico:

  • dal contesto territoriale e archeologico di Axum

  • alle fasi pre-axumite

  • al periodo axumita, momento di massimo sviluppo della civiltà locale

  • alle trasformazioni successive

  • fino alle espressioni culturali più recenti della regione

Installazioni scenografiche ispirate alle stele axumite, sistemi espositivi più leggeri e nuove tecnologie audiovisive permetteranno di raccontare non solo i reperti archeologici, ma anche il paesaggio culturale e la storia sociale del territorio. L’obiettivo è rendere il museo più leggibile, più coinvolgente e più accessibile, soprattutto per le scuole e per le attività educative della città.

3D rendering della nicchia progettata per la stanza n. 4

Cultura, resilienza e futuro

Negli ultimi anni Axum, come molte altre regioni dell’Etiopia, ha attraversato momenti difficili. In un contesto segnato da conflitti, instabilità economica e grandi sfide sociali, parlare di musei può sembrare secondario. Eppure è proprio in questi momenti che il patrimonio culturale rivela il suo valore più profondo.

I luoghi della memoria, della conoscenza e dell’identità diventano spazi dove le comunità possono continuare a riconoscersi e a immaginare il futuro.

Il lavoro sul Museo Archeologico di Axum nasce da questa convinzione: che anche nei contesti più fragili la cultura resti una delle infrastrutture più importanti per la resilienza delle comunità.

Il nostro contributo è stato quello di mettere competenze, ascolto e progettazione al servizio di questo patrimonio straordinario, lavorando insieme ai partner etiopi per immaginare un museo capace di raccontare Axum oggi e domani.

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